בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו בת
בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו
בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו
Cerca
Close this search box.

Suonare insieme in un’orchestra, gli strumenti musicali conquistano le prime medie

● ● ●

«Pur senza avere mai preso in mano prima quegli specifici strumenti musicali, i ragazzi sono riusciti a suonare diversi brani per orchestra in modo sorprendente». La professoressa di musica Loffredo racconta così il laboratorio orchestrale che la scorsa settimana le due prime medie hanno svolto alla Fondazione Esagramma.

Vivere l’esperienza dell’orchestra

La Fondazione Esagramma è un centro musicale e di ricerca noto per il suo lavoro nell’ambito della musicoterapia, che ha creato un’orchestra stabile composta da giovani musicisti insieme a persone con disabilità o fragilità e sviluppato un metodo che utilizza la pratica orchestrale come strumento educativo e inclusivo. La Fondazione propone anche laboratori per le scuole, nei quali gli studenti possono vivere l’esperienza dell’orchestra anche senza una preparazione strumentale precedente.

I primi rudimenti

Per due ore i nostri studenti sono infatti entrati letteralmente dentro un’orchestra: violini, violoncelli, contrabbassi, arpa, timpani, marimbe e grandi percussioni. Strumenti spesso mai toccati prima, ma che, guidati dal direttore d’orchestra, hanno imparato a far suonare insieme. «Il direttore ha spiegato prima alcune cose fondamentali: per esempio come si tiene l’archetto, che cosa significa pizzicare una corda, come comprendere i gesti di direzione. Poi è partita la musica e i ragazzi hanno eseguito dei veri brani, soprattutto di musica classica. Il risultato è stato straordinario» commenta la docente.

Cimentarsi con tanti strumenti

Il segreto sta tutto nei gesti del direttore, che sostituiscono lo spartito. Non c’è nulla di scritto: gli studenti hanno seguito lo sguardo e le indicazioni sul momento. «Il direttore indicava cosa dovevano fare e quando dovevano farlo. Magari guardava le marimbe e indicava di muovere le bacchette su e giù, poi si girava verso il timpano e con un cenno faceva partire il colpo. Con gli archi, invece, ha spiegato prima: un gesto per l’arcata lunga, un altro per il pizzicato. I ragazzi hanno imparato subito». Ogni brano durava pochi minuti, ma durante il laboratorio gli studenti hanno cambiato più volte strumento. «Chi ha suonato il violino in un brano è passato ai timpani in quello successivo, e così via. Nelle due ore di laboratorio sono riusciti a sperimentare cinque strumenti diversi».

Imparare ad ascoltare e a collaborare

L’attività insegna a coordinarsi e ad ascoltare. «La sperimentazione attiva degli strumenti è importantissima, ma lo è altrettanto il fatto di rispettare il proprio turno, capire quando entrare, ascoltare quello che fanno gli altri e seguire il direttore. In sostanza imparano a suonare insieme, quindi a collaborare» spiega Loffredo. Un lavoro che si fa già a scuola durante le lezioni di musica. «In classe utilizziamo la tastiera. Qui invece hanno la possibilità di provare davvero tanti strumenti e questo amplia molto la loro esperienza».

Quando nasce una passione

Il laboratorio orchestrale ha lasciato un segno: «In classe i ragazzi hanno voluto parlare dell’esperienza. Una ragazza si è innamorata del violino e ha chiesto ai genitori di poter prendere lezioni, un ragazzo è rimasto affascinato dal violoncello. È bellissimo vedere che alcuni di loro sviluppano una sensibilità tale da voler poi studiare davvero lo strumento». Tutti gli studenti erano comunque entusiasti: «Il laboratorio è piaciuto molto perché non si sono limitati ad ascoltare o a guardare un video, ma hanno toccato con mano gli strumenti». Conclude l’insegnante. All’esperienza delle prime medie seguirà a breve quella della seconda. Il laboratorio si ripeterà infatti questa settimana con un nuovo gruppo di studenti.

Claralinda Miano

concept & web design
claralinda.me

Alberto Jona Falco

fotografia
who is
Tutte le foto pubblicate sono soggete a copyright e registrate. Tutti i soggetti ritratti, od i loro tutori, hanno rilasciato regolare liberatoria depositata presso CEM.