
Piante e fiori stanno crescendo nel giardino del nido in quattro nuove fioriere, per la gioia di tutti i bambini che le hanno realizzate con grande impegno e partecipazione. Le fioriere sono il frutto del progetto di raccordo tra nido e scuola dell’infanzia che, avviato a gennaio, si è concluso la scorsa settimana.
Un momento delicato
Ogni anno nido e infanzia svolgono un’attività insieme pensata per facilitare il passaggio dei bambini del nido al nuovo ciclo: un momento delicato, in cui i piccoli passano da un ambiente protetto a una situazione più caratterizzata da aspetti scolastici, con nuove regole e nuovi stili educativi. I progetti di raccordo sono dunque costituiti da attività comuni che permettono ai più piccoli di conoscere i futuri compagni e morot, nonché di fare esperienza di ciò che li aspetta a settembre.
I bambini come fiori che sbocciano
«Quest’anno abbiamo deciso insieme ai bimbi dell’infanzia che avremmo realizzato alcune fioriere» spiega Nadia Bellani, coordinatrice del nido. «L’attività è legata al libro Avrò cura di te che ha come tema quello del piantare, innaffiare e fare crescere il semino prendendosene cura. Un po’ come i bimbi del nido che vengono innaffiati di amore e di nozioni e poi crescono, pronti per andare alla scuola dell’infanzia».


Incontri, letture e conoscenza reciproca
Il progetto ha coinvolto i venti bambini del nido che il prossimo anno passeranno al nuovo ciclo, e tutti i bambini dell’infanzia. «Da gennaio, una volta al mese, i bimbi del nido sono stati divisi in quattro gruppi e inseriti a rotazione nelle quattro sezioni dell’infanzia, affinché tutti potessero conoscere tutte le classi e tutte le morot», racconta Bellani. Ogni incontro si è aperto con un momento di lettura condivisa del libro Avrò cura di te scelto come filo conduttore del progetto. «Il volume è stato letto in tutte le sezioni dell’infanzia; anche al nido lo abbiamo letto e ripreso più volte in modo da farlo diventare parte del vissuto dei bambini».
Il lavoro concreto: costruire e prendersi cura
Dopo la lettura è cominciata la parte operativa, che ha impegnato bambini e morot per diversi mesi. Protagonisti del progetto sono stati alcuni pneumatici trasformati in fioriere. «Ci siamo procurati degli pneumatici e ne abbiamo portato uno in ogni sezione; i bimbi del nido insieme a quelli dell’infanzia li hanno dipinti scegliendo insieme i colori. Dopo la fase di decorazione, i bambini hanno riempito le strutture con la terra, portando ciascuno i propri strumenti: palette, secchielli e vaschette per il travaso». Un contributo importante è arrivato dai genitori del nido che durante l’anno, ogni venerdì per lo Shabbat, hanno donato una piantina. Nei giorni scorsi il lavoro è stato dunque completato con la messa a dimora delle piante.
Familiarità e sicurezza
Il valore del progetto sta soprattutto nelle relazioni costruite. «Il percorso ha favorito familiarità e sicurezza nei piccoli che affronteranno il passaggio», conferma Bellani, «e proseguirà idealmente a giugno, con uno Shabbat condiviso tra nido e infanzia: un momento che, pur andando oltre il progetto di raccordo, ne raccoglierà lo spirito consolidando i legami».