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Raccontare la Scuola: il progetto delle quinte per l’Open Day guidato da un creativo pubblicitario

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Come si orientano uno studente e i suoi genitori alla scelta di una scuola superiore? Non basta elencare laboratori, attività e opportunità: bisogna trovare le parole, le immagini e soprattutto il messaggio capace di toccare le corde giuste. È la sfida affidata agli studenti delle quinte scientifico e tecnico, che anche quest’anno sono impegnati nella realizzazione di un video promozionale da presentare al prossimo Open Day dei licei della Scuola Ebraica. A guidarli nel percorso è Selmi Barissever, ex allievo della Scuola e oggi direttore creativo dell’agenzia di comunicazione Suntimes, tornato in classe questa settimana per un minicorso di due incontri dedicato ai fondamenti della pubblicità e alla progettazione di una campagna.

L’esperienza personale per raccontare la specificità

«Per raccontare in un video perché scegliere la Scuola Ebraica e i suoi licei il punto di partenza è proprio la vostra esperienza» ha suggerito Barissever. «Il compito non consiste nel realizzare una presentazione della Scuola, ma nell’individuare che cosa la distingue e perché valga la pena venirci, identificando gli aspetti che potrebbero interessare a chi si prepara a entrare al liceo». Le relazioni tra studenti e insegnanti, le esperienze vissute insieme, il percorso di crescita e il legame con l’identità ebraica sono spunti possibili, ha detto ai ragazzi. «Ma siete voi a dover stabilire quali elementi raccontino meglio la specificità della Scuola e possano risultare significativi per futuri studenti e genitori».

Il messaggio da trasmettere

Nel primo incontro con le classi, Barissever ha illustrato alcuni strumenti del lavoro pubblicitario, dal brief creativo al concept, soffermandosi in particolare sull’insight: quella verità riconoscibile in cui il pubblico può identificarsi e che rende un messaggio interessante, anziché generico. Una campagna efficace, infatti, nasce da un obiettivo preciso e dalla capacità di comprendere a chi ci si rivolge. Non si parla nello stesso modo a un adolescente e a un genitore, né a chi conosce già la Scuola e a chi la incontra per la prima volta. Il video dovrà quindi rivolgersi a pubblici diversi, offrendo a ciascuno una ragione per prendere in considerazione il percorso superiore della Scuola Ebraica. Il tono potrà essere ironico, leggero o emotivo; si potranno esplorare linguaggi e formati vicini ai social, seguire un trend oppure inventare una soluzione originale. La scelta dipenderà dal messaggio che i ragazzi vorranno trasmettere.

Quattro gruppi al lavoro con smartphone e creatività

La teoria lascerà presto spazio alla progettazione. Gli studenti si divideranno in quattro gruppi, ciascuno con un responsabile, e saranno chiamati a elaborare diverse proposte da presentare al prossimo incontro. La richiesta di Barissever è chiara: arrivare con idee riconoscibili e sintetiche, accompagnate dall’indicazione del messaggio che intendono comunicare. Solo dopo aver individuato il nucleo del racconto si potrà decidere come tradurlo in immagini e parole. Una volta scelta e sviluppata la proposta, i ragazzi si occuperanno di sceneggiatura, produzione, riprese e montaggio, con il supporto del professionista a distanza. I mezzi a disposizione sono essenziali: smartphone, competenze personali e capacità di lavorare insieme. Nessun budget: un limite che, nel mondo della comunicazione, può diventare uno stimolo a cercare soluzioni creative.

Un progetto vero per un pubblico reale

er Barissever, che conosce la Scuola anche da genitore, l’iniziativa è l’occasione per avvicinare gli studenti a un metodo di lavoro professionale e, al tempo stesso, per dare spazio alla loro voce. L’esperienza dello scorso anno ha mostrato che il percorso può coinvolgere gli studenti in modi diversi. «Non tutti si erano entusiasmati» racconta «ma alcuni si erano attivati con particolare partecipazione. Erano emerse buone idee e sono stati realizzati lavori interessanti. Quest’anno speriamo di fare ancora meglio». Appuntamento all’Open Day, dunque, per la prima del video!

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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