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Al nido le mamme mettono su carta paure e aspettative dell’inserimento

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Due bigliettini, uno giallo e uno rosa, per dare spazio ai pensieri che accompagnano l’inizio del nido. È la proposta della coordinatrice Nadia Bellani alle mamme dei bambini che quest’anno vi entrano per la prima volta. Durante la riunione di presentazione Bellani ha chiesto alle mamme di mettere per iscritto, da una parte, la loro paura più grande legata all’inserimento e, dall’altra, le aspettative per l’anno che comincia. Un modo per raccogliere il punto di vista delle famiglie e tornare a parlarne quando l’esperienza avrà preso il posto delle attese.

Le paure del distacco

I biglietti gialli restituiscono le preoccupazioni che accompagnano questo passaggio: il timore che il bambino fatichi a relazionarsi con gli altri o che non riceva abbastanza attenzione, per esempio. «Le paure sono diverse. Una mamma ha scritto che teme che al suo bambino manchi il tempo trascorso insieme a casa, un’altra che il bambino si ammali, un’altra ancora che è in ansia per il distacco» dice Bellani. «Sono pensieri comprensibili: il genitore deve affidare il proprio piccolo a persone e a un ambiente che sta ancora imparando a conoscere».

Le aspettative per l’anno che comincia

Nei biglietti rosa, accanto all’auspicio «andrà tutto bene», compaiono parole come autonomia e amicizia, amore e felicità. «Le mamme desiderano che i bambini crescano, diventino autonomi nelle attività di tutti i giorni, socializzino e costruiscano legami. C’è anche chi scrive semplicemente che vorrebbe vedere il proprio figlio felice. Mi interessa mettere le aspettative accanto alle paure, perché durante l’inserimento possono succedere tante cose. Una preoccupazione iniziale può ridimensionarsi quando il genitore vede il bambino cavarsela da solo e scopre che riesce a stare bene anche senza la mamma accanto».

Un inserimento che procede per tappe

Al nido il percorso di inserimento comincia con tre giorni in cui il genitore resta con il bambino dalle 9.30 alle 12.30. Dal quarto giorno inizia il distacco: mamma o papà si fermano per una decina di minuti, poi lasciano il piccolo e tornano a prenderlo alle 12.30. La frequenza si allunga gradualmente, seguendo i tempi del bambino. «I tre giorni sono quelli in cui è presente il genitore, ma l’inserimento effettivo dura più a lungo» spiega la coordinatrice. «Per arrivare a frequentare l’intera giornata possono passare anche tre settimane». Gli ingressi sono scaglionati: i bambini vengono accolti in piccoli gruppi, di tre o quattro alla volta, anche in base alle esigenze delle famiglie. Si entra al nido a partire dal compimento dell’anno, perciò gli inserimenti possono proseguire fino alla primavera. La raccolta dei biglietti è quindi ancora in corso.

Dal prima al dopo, la voce delle famiglie

Quando tutti gli inserimenti saranno conclusi, Bellani intende organizzare una nuova riunione per riprendere i biglietti con ciò che le mamme avevano scritto all’inizio. Le paure saranno rimaste le stesse? Le aspettative si saranno realizzate? L’esperienza avrà cambiato il loro modo di guardare al distacco? «È importante sapere come le mamme hanno vissuto questo periodo, perché la percezione del genitore può essere diversa da quella di chi lavora al nido». La riunione sarà un’occasione di ascolto: «Ascoltare le loro considerazioni ci permette di capire meglio il loro punto di vista e di ragionare insieme. Non significa cambiare necessariamente il percorso, ma raccogliere riflessioni e valutare se ci sono aspetti su cui vale la pena soffermarsi».

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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