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Il teatro torna alla primaria: spazio all’improvvisazione e alla scoperta di sé

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Dare voce a un personaggio, inventare una scena, trovare il coraggio di esprimersi davanti agli altri. Alla scuola primaria il teatro torna a essere parte del percorso educativo, dopo alcuni anni di interruzione. Il progetto A scuola di recitazione – Il teatro come espressione e crescita, avviato la scorsa settimana, coinvolge gli alunni in un’esperienza che unisce creatività e relazione.

Il ritorno di una professionista

«Abbiamo iniziato a fare teatro nel 1992 e possiamo dire di essere stati pionieri del suo insegnamento nelle scuole italiane», racconta Diana Segre, coordinatrice della primaria. «Dopo la pausa legata al Covid, le difficoltà organizzative e la ricerca di una professionista con le competenze adatte, il progetto riprende grazie al ritorno di Sabra Del Mare, attrice e regista professionista che aveva già lavorato a Scuola negli anni passati, e al finanziamento della Fondazione Scuola».

Quindici ore di laboratorio per classe

Il percorso prevede quindici ore di laboratorio per ciascuna classe, al termine delle quali gli alunni porteranno in scena il lavoro realizzato durante gli incontri. Le attività sono organizzate in momenti diversi per rispondere agli orari delle classi: alcuni gruppi hanno già iniziato, mentre altri cominceranno nelle prossime settimane. Ogni classe preparerà la propria rappresentazione, che sarà proposta in Aula Magna davanti alle famiglie e alla comunità scolastica.

L’improvvisazione per trovare una voce personale

Il laboratorio teatrale si basa su un metodo che lascia spazio all’iniziativa dei bambini, chiamati a costruire insieme scene e personaggi. «La tecnica consiste nel capire che personaggio sei e farlo parlare non secondo un copione già scritto, ma secondo quello che è il personaggio stesso. Ai bambini si dà una situazione, si assegna un personaggio e poi si lascia spazio all’improvvisazione» spiega Segre. «È proprio l’improvvisazione la chiave del percorso, un’occasione per sperimentare modi diversi di comunicare, mettere in gioco le proprie idee e trovare una voce personale».

Quando il teatro fa emergere capacità inattese

Il teatro offre ai bambini un contesto in cui allenare la collaborazione, l’ascolto reciproco e il rispetto degli altri, ma anche affrontare la timidezza e acquisire maggiore sicurezza. Lavorare insieme alla costruzione di una scena significa imparare a riconoscere le idee dei compagni, confrontarsi e trovare soluzioni comuni. Allo stesso tempo, parlare davanti a un pubblico permette di esercitare l’espressione orale, una competenza che richiede attenzione e pratica anche al di fuori del palcoscenico. «Per noi il teatro è sempre stato un punto di riferimento, perché aiuta a esprimersi, favorisce la socializzazione e la sicurezza di sé: ci sono bambini e bambine che attraverso il teatro si esprimono con molta più facilità», commenta Segre. «La competenza professionale di Sabra Del Mare consentirà inoltre, quando le esigenze delle classi lo richiederanno, di sviluppare rappresentazioni a tema anche ebraico».

Il recupero della comunicazione verbale

C’è poi un’ulteriore dimensione che rende significativa la ripresa del laboratorio teatrale: l’attenzione alla comunicazione verbale. In un contesto in cui le nuove tecnologie occupano uno spazio crescente nella quotidianità dei bambini, il teatro restituisce centralità alla parola pronunciata, all’ascolto e alla capacità di sostenere uno scambio diretto.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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