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Giornata dei calzini spaiati: le quarte scoprono il valore della diversità

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Due calzini diversi ai piedi e una domanda: cosa significa davvero essere diversi? Nelle quarte della primaria la Giornata dei calzini spaiati è diventata l’occasione per fermarsi a riflettere sull’unicità di ciascuno e sul valore dello stare insieme. Una ricorrenza che i bambini hanno trasformato in un momento di lettura, dialogo e scrittura.

Che cos’è la Giornata dei calzini spaiati

Celebrata ogni anno il primo venerdì di febbraio a livello nazionale, è un’iniziativa nata per sensibilizzare sul valore della diversità e dell’inclusione. Indossare due calzini diversi è un gesto simbolico: ricorda che le differenze non sono un difetto da nascondere, ma una ricchezza che rende la comunità più viva e completa.

Un gesto divertente

I bambini sono dunque stati invitati ad arrivare a scuola con due calzini diversi: «È il terzo anno che celebrano questa giornata», racconta la morà Irene. «Molti arrivano già preparati, sanno che indosseranno calzini diversi. Noi portiamo comunque qualche paio in più, così se qualcuno al mattino lo ha dimenticato può partecipare lo stesso. È un gesto divertente che serve a fare sentire tutti coinvolti».

Una riflessione che parte da una storia

L’attività della giornata è cominciata con la lettura condivisa dell’albo illustrato Insieme, che celebra la bellezza dello stare insieme anche quando si è diversi. «Da lì abbiamo riflettuto sul concetto di diversità e sul perché sia positivo essere diversi», dice l’insegnante. La lettura ad alta voce è un momento molto atteso dai bambini. «Con gli albi illustrati, che si prestano molto alla riflessione, riusciamo ad affrontare temi complessi. Con i bambini di quarta si può andare oltre la storia e ragionare su quello che significa fare le cose da soli e su quanto invece sia meglio farle insieme, quando ognuno porta il proprio contributo».

L’unicità di ciascuno come risorsa

La riflessione proposta in classe non si concentra sulla diversità visibile, ma sull’unicità di ogni bambino. «Cerchiamo di lasciare i bambini liberi di esplorare il concetto», spiega Irene. «L’idea è far capire che ognuno di noi è diverso dall’altro: possiamo avere gli occhi dello stesso colore, ma avere caratteri completamente diversi. È proprio l’unicità di ognuno che arricchisce il gruppo». Per aiutare i bambini a riconoscere il valore delle differenze, la classe ha lavorato anche sul modo in cui ciascuno si percepisce e su come viene visto dagli altri. «È interessante quando i bambini si confrontano con lo sguardo dei compagni», osserva la morà. «A volte uno pensa di essere caotico o rumoroso e invece gli altri lo descrivono come simpatico o divertente».

Una filastrocca per raccontare lo stare insieme

Dopo la lettura e la discussione, i bambini hanno trasformato le loro riflessioni in parole. Insieme hanno scritto una filastrocca in rima dedicata al tema dello stare insieme. «Abbiamo lavorato sull’idea che da soli possiamo fare tante cose, ma insieme possiamo fare molto di più», conclude la morà. «Ognuno mette un pezzetto di sé e proprio questo rende il gruppo più ricco».

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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