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Le terze al museo dell’intelligenza artificiale per allenarsi all’imprenditorialità

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“Futuro” non è soltanto una parola astratta, ma anche un’esperienza da attraversare e interrogare. È ciò che hanno fatto la scorsa settimana le terze scientifico e tecnico con la visita allo STEP FuturAbility District, uno spazio dedicato alle trasformazioni tecnologiche e all’intelligenza artificiale che si presenta come un vero e proprio punto di osservazione sul tempo che verrà. L’uscita si è svolta nell’ambito delle attività di orientamento – perché orientarsi significa anche imparare a leggere le traiettorie del cambiamento per capire dove collocarsi e quali competenze coltivare – e per le classi ha assunto anche un valore ulteriore: esplorare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per immaginare un’idea imprenditoriale da sviluppare per il concorso internazionale YEP (Young Entrepreneurship Program) promosso da ORT a cui partecipano quest’anno.

Cos’è STEP e perché parla ai giovani

STEP è un museo immersivo che racconta le competenze del futuro. Attraverso installazioni interattive, ambienti multimediali e momenti di dialogo con sistemi di intelligenza artificiale, accompagna gli studenti in un percorso che mette al centro alcuni grandi temi: come cambierà il lavoro, quali professioni nasceranno e in che modo l’intelligenza artificiale influenzerà la vita quotidiana. I ragazzi hanno seguito una visita guidata che li ha condotti tra esperienze digitali e scenari professionali emergenti, confrontandosi con strumenti capaci di rispondere in tempo reale alle loro domande. Un’immersione che, riferisce la professoressa Hakim che li ha accompagnati, ha stimolato curiosità e riflessione, aprendo prospettive nuove su competenze e opportunità.

Il progetto YEP: impresa, creatività, visione

Quest’anno le due classi sono impegnate nel concorso YEP di ORT che coinvolge scuole ebraiche di tutti i paesi in una sfida di imprenditorialità. Il programma chiede agli studenti di ideare un nuovo business o il prototipo di un prodotto innovativo, svilupparlo anche con il supporto dell’intelligenza artificiale e presentarlo a una giuria internazionale. La visita a STEP si inserisce dunque in questo percorso. Comprendere cosa può fare l’AI, come può supportare la progettazione e quali bisogni emergeranno nel prossimo futuro significa avere strumenti più solidi per costruire un’idea credibile e attuale. L’orientamento personale e quello imprenditoriale, in questo caso, procedono insieme: conoscere il mondo che cambia per capire chi si vuole diventare e quale contributo si può offrire attraverso un progetto concreto.

Trasformare se stessi in un brand

Dopo la visita guidata, gli studenti hanno perso parte al workshop Brand identity, un laboratorio pensato per sensibilizzare i ragazzi all’importanza della propria identità digitale dove ognuno è stato invitato a progettare il brand di se stesso per potenziare la propria immagine. L’attività si è aperta con un esercizio di brainwriting per costruire l’identikit personale: la propria storia, i punti di forza, le debolezze, gli obiettivi, le possibili criticità. Una griglia di analisi che richiama gli strumenti del mondo aziendale e che, applicata alla persona, diventa esercizio di consapevolezza. Dopo questa fase di riflessione gli studenti hanno progettato un logo multimediale capace di riflettere caratteristiche, passioni e valori personali. C’è chi ha scelto simboli legati alle proprie inclinazioni, chi colori o immagini evocative. L’ultimo passaggio è stato individuare il social media più adatto per comunicare il proprio marchio, comprendendo che ogni piattaforma implica linguaggi e pubblici differenti.

Dalla conoscenza di sé alla comunicabilità del prodotto

L’esperienza ha avuto una doppia valenza. Da un lato, un lavoro introspettivo: conoscere i propri punti di forza e le aree di miglioramento è parte integrante dell’orientamento. Dall’altro, un apprendimento tecnico: capire a cosa serve un brand, come si costruisce e perché è essenziale per dare identità e riconoscibilità a un prodotto. Nel percorso YEP, infatti, non sarà sufficiente ideare un’applicazione o un servizio innovativo. Gli studenti dovranno svilupparne il prototipo, definirne il posizionamento e costruirne un’identità comunicabile. Il laboratorio ha anticipato proprio questo passaggio, offrendo strumenti immediatamente spendibili nel progetto. L’intelligenza artificiale esplorata nel museo e il lavoro sulla brand identity si sono quindi intrecciati per stimolare i ragazzi a immaginare il futuro, dotarsi di competenze per abitarlo e imparare a raccontare ciò che si è e ciò che si crea.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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