
Un’occasione concreta per farsi domande sul dopo maturità. È con questo spirito che le classi terze e quarte dello scientifico e del tecnico hanno raggiunto la scorsa settimana il Luiss Hub, spazio milanese di innovazione dell’università romana, per una giornata che è entrata nel merito di ciò che si studia davvero nelle facoltà di economia.
I percorsi di studio possibili
«L’attività didattica si è collocata nell’ambito dell’orientamento», spiega la professoressa Petriccioli, che ha accompagnato gli studenti insieme ai colleghi De Gregorio, Sleiter e Giladi. «L’obiettivo era far capire ai ragazzi che cosa c’è fuori dopo la scuola, dopo la maturità, e che tipo di indirizzi possono prendere. Era sì una presentazione dell’università Luiss, ma costruita in modo da mostrare nel concreto quali percorsi di studio sono possibili». Un’impostazione che ha evitato la semplice promozione dell’ateneo, puntando invece sulla comprensione delle discipline e delle prospettive future. «Non si trattava tanto di far vedere l’università in sé, quanto di aiutare i ragazzi a capire cosa significa studiare economia, quali materie si incontrano e come queste si collegano a diversi sbocchi professionali».
Una lezione che entra nel merito
I relatori della Luiss hanno infatti tenuto una mini lezione su innovazione sociale e sviluppo sostenibile. Un modo per dare sostanza ai titoli dei corsi. «Spesso i ragazzi leggono i nomi delle materie, ma non capiscono davvero che cosa si va a studiare», osserva Petriccioli. «Hanno così imparato che esiste una parte dell’economia che si occupa di sviluppo sostenibile dal punto di vista economico». Il contesto stesso del Luiss Hub è diventato parte della spiegazione. Lo spazio era un ex deposito ATM e oggi è un luogo di ricerca, coworking, formazione e supporto a imprese e startup. Lo hanno illustrato come esempio concreto di rigenerazione urbana a impatto sociale, che ha dato una nuova identità al quartiere.
Capire l’economia nelle sue sfaccettature
Durante l’incontro si è entrati nel dettaglio delle diverse anime delle facoltà economiche. «I relatori hanno spiegato che cosa si studia in una facoltà di economia, le differenze tra finanza, economia aziendale, management», racconta la docente. «I ragazzi iniziano a rendersi conto che ci sono mille sfaccettature e percorsi diversi, che portano a lavori molto differenti». Un passaggio che, soprattutto per gli studenti di terza, ha avuto un impatto evidente. «In terza spesso il futuro viene percepito come lontanissimo: “poi ci penserò”. Invece è importante capire che il percorso inizia già adesso».
Il futuro è più vicino di quanto sembri
Uno dei messaggi centrali dell’incontro ha riguardato il peso del percorso scolastico. «È stato molto interessante il fatto che abbiano sottolineato l’importanza dei voti già a partire dal terzo anno», spiega Petriccioli. «Quando si punta a un ateneo di prestigio, c’è una selezione in ingresso e quindi il rendimento conta». Anche perché già in quarta si può sostenere l’esame di ammissione. La Luiss propone corsi estivi, al termine dei quali gli studenti delle superiori possono affrontare i test per l’iscrizione.
Farsi le domande giuste
Accanto ai numeri e ai ranking, è emersa una riflessione: «I relatori hanno detto chiaramente che sì, è importante guardare il ranking di un ateneo, ma la vera domanda è: che cosa mi interessa? Come mi vedo dopo l’università? Che tipo di lavoro immagino per me? Credo sia stato molto utile soprattutto ai ragazzi di terza, che partecipavano per la prima volta a un orientamento universitario». Al termine dell’incontro alcuni studenti si sono fermati a parlare con i relatori. Un segnale di curiosità che sarà approfondito in classe, quando i docenti riprenderanno il filo con una restituzione su quanto ascoltato.