
I più piccoli della scuola hanno svolto i loro sedarim di Pesach il venerdì prima della festa: la prima classe della primaria, la scuola dell’infanzia e il nido, dopo attività di preparazione che hanno coinvolto tutti i bambini, si sono seduti alle tavole del seder trasformando il racconto dell’uscita dall’Egitto in un’esperienza vissuta con gioia e partecipazione.
Seder con i genitori per la primaria
Il seder della prima classe della primaria si è svolto in mensa, alla presenza di nonni e genitori, del presidente della Comunità Walker Meghnagi e della vicepresidente e assessore alle scuole Dalia Gubbay. Ad aprire la celebrazione è stata la coordinatrice della primaria Diana Segre, che ha sottolineato il valore della partecipazione delle famiglie, ringraziato il team delle morot per l’organizzazione e il personale scolastico per la decorazione degli spazi. Poi il ballo delle morot Zoe, Ghitti, Alisa, Tali, Rosa, Elisa e Cristina e una canzone in inglese della morà Roberta. Il seder si è svolto intorno ai tavoli apparecchiati con tutti gli elementi simbolici della festa: i bambini hanno letto brani dell’Haggadà semplificata in ebraico e italiano e cantato accompagnati alla pianola dalla morà di musica. Le morot hanno guidato il racconto dell’uscita dall’Egitto, mentre genitori e nonni hanno seguito con attenzione e partecipazione. Rav Arbib ha poi rivolto ai bambini un breve intervento, soffermandosi sul significato di due elementi centrali del Seder: la matzà, simbolo di libertà, e il maror, che richiama l’amarezza della schiavitù. Un invito a custodire entrambe le dimensioni della memoria, riconoscendo nella storia del popolo ebraico la capacità di superare sempre le difficoltà.




Le attività creative dell’infanzia
Alla scuola dell’infanzia, il percorso verso Pesach si è sviluppato nel corso di settimane. Tutte le classi hanno lavorato sulla narrazione dell’uscita dall’Egitto, esplorando simboli e significati della festa con modalità espressive differenti: chi ha recitato, chi ha cantato, chi ha raccontato. I bambini hanno disegnato grandi cartelloni illustrati, utilizzando diverse tecniche pittoriche, per rappresentare le tappe principali della storia. Poi le attività diversificate per età. I più piccoli, di tre anni, hanno realizzato tovagliette illustrate con le fasi del seder, arricchite da fotografie che li ritraggono durante le attività. I bambini di quattro anni hanno decorato tovagliette per coprire le matzot, utilizzando tempere e pennarelli da stoffa, inserendo scritte e motivi floreali legati alla primavera. I cinque anni, invece, hanno affrontato un percorso più strutturato: si sono travestiti, hanno messo in scena episodi del Seder e trasformato questa esperienza in una Haggadà fotografica, costruita a partire dalle immagini della loro recitazione. Per tutti un lavoro articolato, frutto di circa un mese di preparazione, che ha trovato compimento nella celebrazione finale del Seder.


Al nido il racconto passa dal corpo e dal gioco
Anche al nido il cammino verso Pesach è stato costruito con attenzione, adattando contenuti e linguaggi all’età dei bambini. Il percorso è iniziato con il racconto della primavera, tra fiori, farfalle e canzoni in ebraico, per poi avvicinarsi progressivamente ai temi della festa. I bambini hanno partecipato simbolicamente alle pulizie di Pesach, utilizzando scopine e straccetti, e hanno poi messo in scena l’uscita dall’Egitto attraverso il gioco e il movimento. Hanno attraversato gli spazi trasformati in ambientazioni narrative: dalle piramidi costruite con i mattoni fino al “mare” rappresentato da tappetoni azzurri. In un momento particolarmente coinvolgente, al gesto di Mosè con il bastone, il mare si è aperto e i bambini lo hanno attraversato, rendendo tangibile il racconto. La preparazione al seder è passata anche attraverso attività pratiche: la realizzazione della matzà con la farina, l’apprendimento dei canti e il gioco dell’afikomen. A conclusione del percorso, ogni bambino ha portato a casa una tovaglietta personalizzata, con la propria fotografia durante le attività e l’impronta delle mani nell’atto di spezzare la mazzà. Gli ambienti del nido sono stati infine decorati con i lavori realizzati dai bambini, creando uno spazio accogliente per il Seder a cui hanno partecipato, seduti a tavola, i più grandi.



