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Gli studenti della primaria al Memoriale della Shoah in un percorso pensato per i più piccoli

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Non voltarsi dall’altra parte: è su questo concetto che si è costruita la giornata delle quinte della primaria al Memoriale della Shoah di Milano. Un’uscita che si è svolta in occasione del Giorno della Memoria, preparata a lungo in classe e vissuta con attenzione alla sensibilità dei bambini.

La narrazione del Binario 21

La mattinata si è aperta al Memoriale, con una visita guidata calibrata sull’età degli alunni. Le morot Alisa e Serena avevano scelto un approccio essenziale, evitando un’esposizione troppo diretta agli aspetti più duri della deportazione. I bambini hanno visto i binari e i vagoni d’epoca del Binario 21. «Ne abbiamo spiegato soprattutto l’aspetto tecnico: il funzionamento dei vagoni della posta, l’elevatore che portava i convogli al livello dei binari principali, e il fatto che quel sistema fu poi utilizzato per deportare le persone, senza però soffermarci sulle sofferenze del viaggio. Benché i bambini sappiano della Shoah, sono troppo piccoli per i particolari» spiegano le insegnanti.

Il racconto personale come chiave di lettura

A guidare la visita è stata Alessandra Jarach, che ha intrecciato la storia del Memoriale con quella della propria famiglia. Un racconto che ha permesso ai bambini di avvicinarsi alla Storia attraverso le vite delle persone, rendendola più concreta e comprensibile. Il programma prevedeva anche l’incontro con Ruth Hauben, sopravvissuta alla Shoah, che da bambina fu internata nel campo di Ferramonti di Tarsia. Un problema di salute le ha impedito di essere presente, ma l’incontro è solo rimandato: Ruth arriverà a scuola per portare direttamente la sua testimonianza. «I bambini si erano preparati all’incontro» raccontano le morot. «Avevamo studiato la sua storia, parlato del campo di Ferramonti e loro avevano preparato domande da farle. Erano davvero curiosi. Adesso aspettano di incontrarla in classe».

Dentro il CDEC: libri, memoria, ricerca

Dopo la visita al Memoriale, la giornata è proseguita negli spazi del CDEC, la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, che si occupa di conservare, studiare e trasmettere la storia dell’ebraismo in Italia e della persecuzione durante il fascismo e il nazismo. Nell’aula didattica, le operatrici del CDEC hanno spiegato ai bambini che cos’è la Fondazione e come lavora, accompagnandoli poi nella biblioteca. Hanno mostrato loro diversi libri per bambini a tema ebraico e i bambini li hanno sfogliati con grande interesse.

I Giusti e la responsabilità delle scelte

Uno dei fili conduttori della giornata è stato il tema dei Giusti fra le Nazioni. «Abbiamo insistito molto sui Giusti che hanno aiutato, che non sono stati indifferenti e non hanno voltato la testa dall’altra parte, che si sono assunti la responsabilità di fare qualcosa»» dicono le morot Alisa e Serena. Un messaggio che ha richiamato l’attenzione sulla possibilità di scelta individuale. Un modo per avvicinare i bambini alla Memoria senza travolgerli, ma offrendo loro strumenti per comprenderla.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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