
Un’esperienza sui temi dell’energia, dello sport, del lavoro squadra e della responsabilità individuale ha portato la seconda scientifico nel cuore delle Olimpiadi di Milano Cortina. A Casa Italia del Coni, ospitata alla Triennale di Milano, gli studenti hanno preso parte il 10 febbraio a L’energia della montagna, un laboratorio organizzato da Enel, partner dei Giochi, per avvicinare le nuove generazioni ai principi della transizione energetica e al ruolo che ognuno di noi può avere nel costruire il cambiamento. Come nello sport di squadra, all’energia serve collaborazione, dicono, perché la sostenibilità è un’azione quotidiana che dipende, come in una gara, dalle scelte di ognuno di noi.
Energia, sport e sostenibilità
Gli studenti hanno prima visitato il braciere olimpico poco distante, poi, guidati dai formatori Enel, hanno iniziato il laboratorio. «Hanno cominciato con un quiz a squadre su energia e sport: domande sui comportamenti sostenibili, sull’impatto del cambiamento climatico sugli sport invernali, su quanta energia serve per produrre neve artificiale, per esempio» racconta la docente di scienze Elena Anzon che li ha accompagnati. «L’obiettivo era mettere in relazione cambiamento climatico, sport e consumo energetico».




I risultati di un gruppo coeso
Dal quiz si è passati al laboratorio esperienziale. Ogni gruppo ha ricevuto una parola – solitudine, essere se stessi, diversità, giudizio – da raccontare in una storia senza mai nominarla, lasciando agli altri il compito di indovinarla. «Ne è nato un bel dibattito su cosa significhi sentirsi soli anche dentro un gruppo, su cosa spaventi nell’esprimere se stessi, su come il giudizio degli altri possa portarci a indossare una maschera» sottolinea l’insegnante. «I ragazzi hanno partecipato in modo maturo, erano molto coinvolti». Altri giochi hanno lavorato sulla coordinazione e sull’attenzione condivisa per mostrare come la performance individuale si inserisce nella dinamica collettiva. «Sono arrivati insieme al traguardo grazie alla coesione del gruppo» spiega Anzon.
L’incontro che non si aspettavano
Nel pieno delle attività, l’ingresso a sorpresa di tre campionesse olimpiche di ciclismo ha cambiato il ritmo della giornata: Chiara Consonni e Vittoria Guazzini, oro nella Madison su pista a Parigi 2024, e Elisa Longo Borghini, bronzo su strada a Tokyo 2020, hanno portato l’entusiasmo alle stelle. «Non se l’aspettavano: quando sono entrate e le hanno presentate come medaglie olimpiche, i ragazzi si sono emozionati moltissimo. Hanno fatto domande e foto, ascoltato le loro parole su impegno, costanza e su quanto sia importante conciliare sport e scuola». L’energia di cui avevano parlato per tutta la mattinata ha preso forma davanti ai loro occhi. Le atlete hanno mostrato il video di una gara di Madison, disciplina in cui le compagne si passano simbolicamente il “testimone” lanciandosi nella corsa, e spiegato il senso del lavoro di squadra: senza coordinazione e ascolto, non c’è vittoria.
Il patto dei sette giorni
La giornata si è chiusa con un questionario di gradimento che è diventato un impegno concreto: il “patto dei sette giorni”. A ciascuno è stato chiesto di promettere un comportamento sostenibile, misurabile, da mantenere per una settimana. «In classe ne parleremo, riprenderemo l’esperienza e la collegheremo al programma» anticipa la docente. Che cosa resta, allora, di questa immersione tra energia, sport e dinamiche di gruppo? «L’importanza dell’energia interiore» conclude. «Hanno capito che l’energia che viene da dentro, sia individuale sia del gruppo, porta a grandi risultati. Si sono sentiti una squadra. E hanno visto che la collaborazione paga».