בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו בת
בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו
בתי הספר של הקהילה היהודית במילאנו
Cerca
Close this search box.

Dal censimento del 1938 alle planimetrie della Scuola: le quinte alla Cittadella degli Archivi

● ● ●

C’è un robot che si muove tra corridoi altissimi, con un nome che sembra uscito da un racconto: Eustorgio. E poi documenti che pesano quanto la memoria che custodiscono. È da qui che è cominciata la visita delle quinte primaria alla Cittadella degli Archivi, il luogo dove è custodita la storia della città.

L’archivio che racconta Milano

Il complesso della Bicocca che conserva l’archivio storico cittadino è un enorme hangar che ospita decine di chilometri lineari di documenti, oggi in gran parte digitalizzati, e che costituisce uno dei più grandi archivi d’Europa. Qui i bambini hanno potuto capire che cos’è davvero un archivio: non un deposito immobile, ma uno spazio vivo, fondamentale per ricostruire la storia. La Cittadella degli Archivi è una tappa ricorrente per le quinte perché si inserisce in modo naturale nel programma di storia contemporanea. È un’esperienza che permette agli studenti di vedere come si costruisce la conoscenza storica e di riconoscersi, insieme alle proprie famiglie, dentro il racconto più ampio della storia della Comunità e della storia collettiva.

Eustorgio, il robot dei documenti

Tra gli elementi che hanno colpito maggiormente gli studenti c’è il sistema automatizzato di recupero dei documenti. Il protagonista è Eustorgio, un carrello robotico dotato di braccio meccanico che si muove autonomamente tra i corridoi, individua il livello corretto e preleva le grandi casse metalliche dove sono conservati i materiali. Un lavoro che richiederebbe uno sforzo enorme agli archivisti e che la macchina svolge con precisione, mostrando ai bambini come tecnologia e storia possano convivere.

Il censimento del 1938 e le leggi razziali

Al centro della visita, come ogni anno, ci sono stati i documenti del censimento degli ebrei di Milano dell’agosto 1938, richiesto dal Comune pochi mesi prima della promulgazione delle leggi razziali. Attraverso grandi registri, famiglia per famiglia, i bambini hanno potuto osservare come venivano raccolti i dati: nomi, indirizzi, composizione dei nuclei familiari, comprese le persone di servizio. È stato spiegato che i messi comunali cercavano le famiglie ovunque, anche nei luoghi di villeggiatura, pur di completare la schedatura, dati che sarebbero poi stati utilizzati per le persecuzioni, soprattutto dopo il 1943. Tra i documenti mostrati, anche quelli relativi alla famiglia della senatrice Liliana Segre.

Bambini preparati, domande consapevoli

Gli alunni sono arrivati alla visita molto preparati. In classe avevano già lavorato sul significato di archivio e di censimento, affrontato il tema della Shoah e delle vicende italiane attraverso una linea del tempo e la lettura del libro Un cuore da leone di Lia Levi. Questo ha permesso loro di seguire, porre domande e comprendere il valore dei documenti.

Cercare le proprie radici

Un momento coinvolgente è stato quello della ricerca dei cognomi delle famiglie dei bambini presenti. Guidati dall’archivista, gli studenti hanno provato a rintracciare tracce dei propri avi all’interno dell’archivio. Un’esperienza che ha mostrato come la grande storia si intrecci continuamente con le storie personali.

Il quartiere e la nascita della Scuola

La visita si è conclusa con l’osservazione delle planimetrie storiche dell’area dove oggi sorge la Scuola. Mappe e planimetrie hanno indicato i cambiamenti del territorio: da zona agricola fuori Milano, ai primi tracciati viari, fino al progetto originale dell’edificio scolastico e allo sviluppo del quartiere negli anni Sessanta. Materiali che verranno ripresi e approfonditi in classe, per continuare il lavoro avviato durante la visita.

Claralinda Miano

concept & web design
claralinda.me

Alberto Jona Falco

fotografia
who is
Tutte le foto pubblicate sono soggete a copyright e registrate. Tutti i soggetti ritratti, od i loro tutori, hanno rilasciato regolare liberatoria depositata presso CEM.