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Alla primaria un progetto di leadership positiva, dove i più grandi “insegnano” ai più piccoli

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È cominciato quest’anno alla scuola primaria il progetto “Tutor-tutee”, incentrato sull’idea che i bambini più grandi aiutino e si prendano cura dei più piccoli, i quali a loro volta crescono e imparano anche attraverso la mediazione di loro quasi coetanei (e quindi non solo degli adulti) in un rapporto fra pari.

Figure di riferimento

«L’idea di fondo di questo progetto è quella della leadership positiva», spiega Diana Segre, morà e coordinatrice degli insegnanti della primaria, «cioè stimolare i più grandi a essere figure di riferimento positive e i più piccoli a seguire questi riferimenti per divenire a loro volta, a mano a mano che crescono, leader positivi».

Le attività tutor-tutee

Il progetto prevede che i bambini delle terze siano tutor di quelli delle prime, mentre i bambini delle quarte e quite classi lo siano di quelli delle seconde. Le attività che hanno svolto insieme sono molteplici: dal pranzare insieme (i tutor con i loro tutee) in mensa una volta al mese al lavoro in biblioteca, leggendo e realizzando libriccini insieme. Hanno festeggiato insieme Purim e fatto il reciproco mishloach manot (scambio ragali). A Pesach tutor e tutee hanno svolto insieme parte del seder e, più recentemente, hanno organizzato una grande battaglia navale dove nel gioco si affrontavano coppie formate da un bambino più grande e uno più piccolo.

Uno sforzo positivo

«Con la battaglia navale i tutor hanno dovuto fare uno sforzo, perché come sappiamo è più facile ascoltare che spiegare» afferma Diana Segre. «Per un bambino di terza spiegare al più piccolo come disegnare la tavola, come sistemare la flotta, come denominare e riconoscere i quadrati significa padroneggiare il gioco, averlo capito bene e trovare un modo per insegnarlo».

Responsabilizzare i grandi e stimolare i piccoli

«L’intento didattico di questo progetto è stimolare i più grandi a prendersi cura dei più piccoli, assumendosi responsabilità e svolgendo con serietà le attività insieme» dice Diana Segre. «Per i più piccoli, lo scopo è mostrare loro che un quasi coetaneo sa fare già tante cose e che quindi possono farle anche loro, stimolandoli ad acquisire competenze».

Il successo sociale del progetto

Da un punto di vista sociale il progetto ha entusiasmato i bambini, che hanno creato forti legami fra età diverse, si invitano alle recirpoche feste di compleanno, fanno merenda insieme dopo la scuola, si cercano durante le attività scolastiche. «Si vogliono un bene grande e profondo» conclude soddisfatta la morà Diana.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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