
Venite in pigiama. È bastata questa frase per far capire a bambini e genitori che il 18 febbraio non sarebbe stato un giorno come gli altri. In occasione del Rosh Chodesh Adar, il capomese che apre uno dei periodi più gioiosi del calendario ebraico, il nido ha vissuto la sua ormai tradizionale “giornata al contrario”, trasformando la routine in un’esperienza sorprendente e coinvolgente.
Il senso del rovesciamento
Il mese di Adar è legato alla festa di Purim e al tema del capovolgimento delle sorti narrato nella Meghilat Ester: da un pericolo imminente alla salvezza, dalla paura alla gioia. Un rovesciamento che diventa occasione educativa e di divertimento a misura di bambino.




La giornata in pigiama
La mattina, al posto dei consueti abiti da giorno, i bambini e le educatrici si sono presentati al nido in pigiama. Un gesto capace di rompere subito gli schemi e creare un clima di complicità. Le sale sono state allestite “a notte”: luci soffuse, materassi e coperte, tende tirate per ricreare un’atmosfera raccolta e rilassante. Ogni bambino aveva portato con sé una piccola torcia: insieme hanno sperimentato giochi di luce e ombre, esplorando teli, oggetti luminosi e light box. Non sono mancati momenti di ascolto con musica soft e letture condivise, in un contesto che invitava alla concentrazione e alla meraviglia.
Cena a mezzogiorno, colazione nel pomeriggio
La scansione della giornata è stata completamente ribaltata. A mezzogiorno non è arrivato il pranzo, ma la cena. Dopo il riposo pomeridiano – vissuto in una sala trasformata simbolicamente in una camera da letto notturna – al risveglio i bambini non hanno trovato la consueta merenda, bensì una colazione con tè e biscotti. Il tutto accompagnato da canti e balli tipici di Purim e del mese di Adar, portatore di gioia. I bambini, felicissimi, hanno vissuto l’intera esperienza come un piccolo evento magico: un tempo sospeso e diverso dal solito.