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Al nido il corso di motricità, un progetto con storie, musica e percorsi sensoriali

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Il nido ha ricevuto un regalo: un progetto di motricità per accompagnare i piccoli nella scoperta del corpo, dello spazio e dello stare insieme attraverso il gioco, i libri e la musica.

Un’idea che nasce da una storia personale

A regalarlo è stata Lisa Sisa, insegnante di danza e mamma della Scuola: «Le mie bimbe hanno frequentato il nido, e quando la più piccola ha terminato il ciclo ho voluto fare un regalo» racconta. Dal confronto con la coordinatrice Nadia Bellani è emersa l’esigenza di dare continuità al percorso di movimento iniziato l’anno scorso con la psicomotricità. Sisa è insegnante di danza, con un diploma magistrale conseguito al Teatro alla Scala, e da anni lavora nelle scuole: per il nido ha quindi sviluppato un progetto di motricità costruito sull’età e sulle competenze dei bambini, attento ai loro tempi e alla dimensione educativa.

Due gruppi, due percorsi

I bambini sono stati divisi in due gruppi, piccoli e grandi. «Con il primo gruppo ho iniziato gradualmente: sono molto piccoli, quindi lavoro sulle basi del movimento» racconta l’insegnante. «Le attività sono soprattutto percorsi sensoriali accompagnati dalla musica per prendere confidenza con lo spazio e con le nuove sensazioni». Con i più grandi, che hanno circa tre anni, il lavoro è più elaborato ed è partito dal libro Caccia all’Orso, che i bambini già conoscevano.

Il corpo che attraversa le storie

La narrazione diventa così una guida all’esperienza motoria. «Abbiamo letto il libro insieme seguendo le avventure di una famiglia che va a cercare l’orso attraversando vari percorsi, riprodotti al nido con i materiali a disposizione: per esempio, abbiamo messo a terra l’erba sintetica e creato fronde con i tessuti. I bambini passavano attraverso i tessuti e intanto imparavano la differenza tra passare sopra e passare sotto. A quell’età c’è già molta più collaborazione e si sono divertiti tantissimo. Alla fine del percorso hanno trovato l’orso di peluche nascosto in sala e l’hanno salutato e accarezzato».

Gli animali come stimolo

Dopo Caccia all’Orso arriveranno altri libri. «La base grafica per i bambini è una cosa concreta e aiuta sempre tanto nel mio lavoro», spiega Lisa. «Le illustrazioni diventano spunti per il movimento, così come i suoni e i versi onomatopeici. Più avanti entrerà anche la musica, in modo graduale. È un lavoro che si costruisce nel tempo e nella relazione: io devo conoscere loro e loro devono prendere confidenza con me». I bambini sono sempre attratti dagli animali, e il prossimo libro che Sisa introdurrà è la storia di una giraffa che attraversa la foresta conoscendo vari animali. Ogni animale rappresenta un tipo di movimento e un tipo di musica per stimolare i bambini a posture e ritmi diversi.

Gli obiettivi educativi

Il lavoro sulla motricità permette inoltre all’insegnante di osservare i bambini ed eventualmente rilevare problematiche di tipo motorio, che saranno monitorate dalle morot. «Nel lavoro quotidiano insegno a fare cose insieme, a distinguere le varie musiche, a conoscere il proprio corpo» dice Sisa. «I bambini imparano la differenza tra camminare sopra, sotto, passare in mezzo, imparano il controllo del proprio corpo in uno spazio, imparano a orientarsi nello spazio e poi, naturalmente, il movimento è anche sfogo».

Il lavoro prende forma insieme ai bambini

I più piccoli fanno un lavoro più semplice: «Per i percorsi sensoriali uso materiali diversi, gli faccio togliere le scarpe e camminare a piedi nudi per sentire le diverse superfici. È un avvio motorio vero e proprio, cominciano a capire che possono salire un gradino, fare un salto o una capriola. Qualcuno lo fa subito, qualcuno ha bisogno di più aiuto, ognuno con i propri tempi». Il corso è partito a gennaio e proseguirà fino a giugno una volta la settimana, alternando gruppi di piccoli e di grandi. «Avevo in testa un progetto, ma ho dovuto modificarlo quando ho conosciuto i bambini. La cosa più importante è conoscerli, adattarsi alle loro esigenze, vedere come reagiscono. Piano piano, il percorso prende forma insieme a loro» conclude Sisa.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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