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7 ottobre, la Scuola si ferma per ricordare le vittime del massacro di Hamas

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Tutti gli ordini scolastici sono stati coinvolti nella commemorazione del 7 ottobre, la data che ha cambiato per sempre Israele e lasciato un segno profondo nel popolo ebraico. Dai più piccoli ai più grandi, tutti gli studenti sono stati invitati, con attività adatte all’età di ciascuno, a riflettere sulla tragedia, a pregare per le vittime e a celebrare la resilienza del popolo ebraico.

Alla primaria le figure della storia e la forza di reagire

I più grandi della primaria hanno affrontato il significato del 7 ottobre attraverso alcune figure della storia ebraica che, di fronte alle avversità, hanno saputo trovare la forza di reagire senza rinunciare alla propria identità. Giuseppe, che nonostante le sofferenze riuscì a raggiungere grandi obiettivi e a mantenere unita la famiglia; Nehemia ed Ezra, impegnati nella ricostruzione della comunità e del Tempio dopo la distruzione babilonese; Ester, capace di assumersi la responsabilità del destino del proprio popolo in un momento di grave pericolo. Le loro vicende hanno offerto ai bambini spunti per riflettere sulla capacità di affrontare le difficoltà, sulla responsabilità reciproca e sull’importanza di restare uniti.

La cerimonia delle medie

Gli studenti delle medie si sono riuniti nella cerimonia organizzata nell’atrio di fronte alle loro classi dall’insegnante di ebraico Moshe Ovadia. La commemorazione si è aperta con l’intervento del coordinatore Daniele Cohenca, che ha ripercorso gli attacchi contro le comunità del sud di Israele e il festival musicale Nova, ricordando le vittime, gli ostaggi e le conseguenze che la tragedia ha avuto sulla vita delle famiglie e dell’intero paese. Cohenca ha invitato gli studenti a considerare il 7 ottobre non come un avvenimento del passato, ma come una tragedia del presente che ci ha coinvolto tutti direttamente.

L’accensione delle candele

Ovadia ha quindi richiamato il desiderio del popolo di Israele di vivere e guardare al futuro, affidato anche al simbolo di una bambina nata proprio il 7 ottobre 2023. È seguita la cerimonia di accensione di quattro candele, ciascuna dedicata a un significato particolare: la resilienza della comunità e la responsabilità reciproca, con la candela accesa dall’assessore alle Scuole Dalia Gubbay; l’ottimismo e la capacità di scegliere la vita anche dopo la sofferenza, con quella accesa dalla docente Silvia; la speranza per il ritorno dei prigionieri delle guerre di Israele, affidata al professor Joseph Salvadori; infine, la candela in memoria delle vittime del massacro.

La preghiera e lo shofar

Le letture degli studenti, in italiano ed ebraico, hanno invitato al minuto di silenzio, alla preghiera e al ricordo del racconto di Eli Sharabi, sopravvissuto alla prigionia nei tunnel, che aveva parlato della forza trovata nella recitazione dello Shema Israel durante il rapimento. Il preside Cannizzaro ha incoraggiato i ragazzi a dare spazio alle domande, alle paure e ai pensieri suscitati dalla giornata, confrontandosi con gli insegnanti e con le proprie famiglie. La cerimonia si è conclusa con la lettura del decimo capitolo dei Salmi e il suono dello shofar. Cohenca ha richiamato la capacità del popolo ebraico di sentirsi unito nella sofferenza e, allo stesso tempo, di trovare motivi per ringraziare anche nei momenti più difficili, come per il ritorno degli ostaggi. Un segno di quella forza interiore che, ha ricordato agli studenti, va coltivata e trasmessa.

Alle superiori la condivisione di informazioni e riflessioni

Gli studenti di quarte e quinte si erano precedentemente preparati con la visione del documentario October 7: Bearing Witness to the Massacre diretto da Jesse Schluntz. Il film ricostruisce il contesto storico e ideologico che ha preceduto l’attacco, attraverso gli interventi di studiosi ed esperti israeliani, e racconta le atrocità del 7 ottobre con le testimonianze dei sopravvissuti, dei soccorritori e di un ex ostaggio. Nella giornata di commemorazione gli studenti delle quinte, suddivisi in gruppi, si sono recati in tutte le classi dei compagni più giovani per condividere i contenuti del film e le riflessioni maturate a seguito della visione.

Nel pomeriggio, tutti gli studenti delle superiori si sono riuniti in Aula Magna per un momento di preghiera guidato da Rav Arbib. Il Rav ha recitato due Salmi e una tefillà in ricordo delle vittime, concludendo la giornata con la recitazione del Kaddish.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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