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Il primo Siddur per diventare grandi, a Tu Bishvat la festa delle seconde con le famiglie

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Un passaggio di tradizione e responsabilità e un momento che segna simbolicamente l’ingresso in una nuova fase di crescita. La Messibat Siddur, cerimonia durante la quale i bambini di seconda ricevono il loro primo Siddur, il libro delle preghiere quotidiane, si è svolta come ogni anno in occasione di Tu Bishvat, in una giornata di emozioni che ha coinvolto le famiglie.

Il lavoro preparatorio

I bambini hanno cominciato a preparare la festa al rientro dalle vacanze invernali, provando la recita, i canti, i balli e le parti di ognuno con il contributo della morà Matilde, che per la parte musicale ha preparato le basi e insegnato i tempi e le parole delle canzoni. Le insegnanti hanno consolidato il lavoro durante le ore curricolari: «Nelle nostre ore facevamo ripassare canti e balli unendo le classi in un’atmosfera di grande collaborazione» racconta la morà Claudia. «Le due seconde sono abituate a lavorare insieme e durante le prove ci sono stati molti momenti buffi, i bambini si sono divertiti molto».

Le parole per raccontare la festa

Il cuore del lavoro è stato quello sulle parole. I bambini hanno inventato una filastrocca, da recitare di fronte ai genitori, che raccontava la festa di Tu Bishvat. Ogni bambino ci ha messo del proprio scrivendo la frase che avrebbe recitato, riferiscono le morot. E così, in una specie di staffetta parlata, il risultato è stato sorprendente per coesione e chiarezza: ne è scaturito un bel discorso armonioso, una spiegazione della festa costruita dall’insieme delle loro frasi, dicono.

La cerimonia al tempio

La Messibat Siddur si è svolta il 2 febbraio al tempio della Scuola, alla presenza di circa 150 persone fra genitori, nonni e familiari. I bambini hanno aperto recitando la Tefillà del mattino con una serietà che ha colpito tutti, poi la coordinatrice della primaria Diana Segre ha salutato gli ospiti e introdotto la cerimonia. È quindi intervenuto Rav Arbib e poi la morà Ghitti, con un racconto sul significato di Tu Bishvat e della Messibat Siddur. Uno alla volta, i bambini si sono alzati per ricevere il libro di preghiere dalle mani di un genitore o di un nonno, in un passaggio di tradizione che si rinnova ogni anno. La cerimonia è proseguita con i canti dei bambini, una canzone dedicata ai nonni che ha commosso tutti i presenti, e la Birkat haCohanim. La messibà è continuata in palestra con due balli preparati dalle classi ed è terminata nell’atrio, con il rinfresco organizzato dai genitori.

Insieme ai compagni

Nell’ultima parte della mattinata le seconde, come da tradizione, hanno portato Tu Bishvat a tutta la scuola primaria. I bambini si sono recati nei due atri antistanti le altre classi per festeggiare insieme con una recita, il racconto di un midrash e poi canti e balli, nei quali hanno coinvolto di volta in volta i compagni più piccoli e più grandi.

Ci siamo sentiti grandi

Nel pomeriggio, tornati in classe, il tempo è stato dedicato al racconto. «Quando abbiamo chiesto ai bambini quale fosse stato il momento che era loro piaciuto di più molti hanno risposto quando hanno ricevuto il Siddur, perché si sono sentiti grandi» conclude la morà Claudia. «Adesso al mattino usano il vero Siddur, un libro solido, serio. Prima avevano solo delle fotocopie rilegate, e capivano che erano adatte ai più piccoli. Aspettano con impazienza questo traguardo e ne sono stati molto felici».

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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