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Aperte le iscrizioni per l’anno 2026/2027: perché scegliere gli indirizzi superiori della Scuola Ebraica

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A spiegare perché scegliere gli indirizzi superiori della Scuola Ebraica sono stati prima di tutto i ragazzi delle quinte, che per l’Open Day di dicembre hanno realizzato tre video brevi, girati con mezzi essenziali e uno sguardo autentico. Nessuna sceneggiatura imposta, nessun messaggio precostruito: solo la vita quotidiana della Scuola, restituita con freschezza attraverso immagini e parole scelte dai ragazzi stessi. I video – tre “pillole” realizzate in pochissimo tempo e senza budget proiettati all’inizio dell’incontro – sono nati da un laboratorio di comunicazione guidato dal direttore creativo Selmi Barissever. «I ragazzi hanno fatto tutto da soli: ideazione, riprese, montaggio. È un esempio di didattica per competenze: imparare a lavorare in team, rispettare tempi stretti, costruire un prodotto e assumersene la responsabilità» ha spiegato il preside Marco Camerini.

La scuola come presidio educativo e luogo sicuro

L’intervento di apertura dell’Open Day è stato quello del presidente della Comunità Walker Meghnagi, che ha ribadito il ruolo della Scuola Ebraica nel contesto attuale. «Oggi, ancora più che in passato, è fondamentale che i nostri figli crescano dentro la nostra Scuola», ha affermato, facendo riferimento alle tensioni vissute negli ultimi tempi dagli ebrei anche in ambito scolastico e universitario. «Qui crescono con i nostri valori, che siano religiosi o meno. Questo è il luogo giusto per farli crescere in sicurezza». Meghnagi ha dedicato un passaggio anche agli insegnanti, definiti il vero capitale della Scuola: «Chi lavora qui lo fa per amore, non per una questione economica, e di questo dobbiamo essere grati».

Fondazione Scuola, un alleato strategico

Camerini ha sottolineato come molte delle opportunità offerte agli studenti siano rese possibili dal sostegno della Fondazione Scuola. «Crediamo che una scuola capace di offrire un’educazione di alto livello sia una risorsa vitale per la Comunità. Per questo lavoriamo al fianco della Scuola, sostenendo progetti per studenti e insegnanti» è intervenuto Simone Sinai, presidente della Fondazione.

Risultati, lingue e qualità dell’insegnamento

Il preside ha voluto affrontare subito il tema di un ulteriore indirizzo scolastico oltre allo scientifico e al tecnico: «Siamo disponibili e pronti, possiamo aprire qualunque indirizzo, ma serve un numero minimo di studenti che vogliano intraprenderlo». Poi ha illustrato alcuni dati che raccontano la secondaria di secondo grado. I risultati Invalsi in italiano, matematica e inglese sono nettamente superiori alla media lombarda e nazionale. E sull’inglese ha spiegato che «Dal prossimo anno, alle medie, la seconda lingua comunitaria sarà sostituita dal potenziamento dell’inglese, che arriverà a cinque ore settimanali». Un investimento coerente con la presenza di insegnanti madrelingua in tutti gli ordini scolastici e con una didattica sempre più orientata alla competenza linguistica e comunicativa.

Ebraismo e storia ebraica

Lo studio dell’ebraismo e della storia ebraica è stato approfondito da Rav Joseph Sasson, che ha chiarito il valore educativo delle discipline. «Non sono solo materie di studio, ma spazi in cui si impara come vivere una vita morale, corretta e giusta». Il progetto Bet HaMidrash, attivo da tempo, permette agli studenti di approfondire volontariamente lo studio della Torà un’ora in più a settimana. «Oggi coinvolge quasi un terzo dei licei, ragazzi e ragazze» ha spiegato. Un percorso strutturato che consente, a chi lo desidera, di proseguire poi anche in yeshiva o in percorsi di studio avanzati, in Italia e all’estero».

Le sfide della scuola contemporanea

Camerini ha allargato lo sguardo alle sfide che tutte le scuole italiane si trovano ad affrontare, richiamando i dati Ocse: inclusione, innovazione didattica, competenze scientifiche, benessere e lingua inglese. «L’aumento delle fragilità rende il lavoro in classe più complesso», ha detto, raccontando le azioni già avviate: nuove figure di supporto, formazione dei docenti sull’uso consapevole dell’intelligenza artificiale, interventi strutturati sul benessere e sull’ascolto degli studenti.

Orientamento e costruzione del futuro

Nell’ambito degli interventi di supporto è intervenuta la professoressa Kamkhagi, responsabile del progetto orientamento e dei PCTO: «Orientare non significa dire cosa studiare, ma aiutare i ragazzi a capire chi sono». Incontri di group coaching, sportelli individuali e accompagnamento personalizzato sono gli strumenti utilizzati per sostenere gli studenti in un contesto definito «volatile, fragile e complesso». A questo si affiancano esperienze concrete: stage universitari, percorsi di coding e fab lab, collaborazioni con Bocconi, Politecnico, Luiss e reti internazionali, che permettono agli studenti di sviluppare competenze digitali, linguistiche e relazionali.

Progetti internazionali

Tra le esperienze più significative, il preside ha citato il Tikkun Olam Project, realizzato con la Scuola Ebraica di Barcellona, che ha visto (e vedrà anche quest’anno) alcuni studenti impegnati nello sviluppo di strumenti tecnologici per ragazzi disabili, poi ceduti a strutture ospedaliere. Accanto a questo, gli scambi con altre scuole ebraiche europee, come quello in programma a Monaco di Baviera, rafforzano una dimensione educativa internazionale.

Il tecnico: una formazione completa e operativa

Il professor Sionne ha illustrato l’istituto tecnico economico relazioni internazionali per il marketing, chiarendone la struttura e l’impegno richiesto. «Non è un percorso più semplice del liceo», ha sottolineato. Contabilità, diritto, economia aziendale e geopolitica, tre lingue straniere e tecnologia e tecniche della comunicazione costituiscono un impianto pensato per un mondo globalizzato. «È una formazione che consente anche l’ingresso diretto nel mondo del lavoro, pur lasciando aperta la strada universitaria». La scelta, ha ribadito, deve essere consapevole e coerente con le attitudini dello studente.

Liceo scientifico: i dati parlano

A sostenere il valore del liceo scientifico scienze applicate sono stati i numeri presentati dal professor Zito. Secondo Eduscopio, il liceo della Scuola Ebraica è al primo posto fra gli scientifici scienze applicate di Milano. «I nostri studenti ottengono risultati universitari mediamente superiori a quelli di molti licei storici, anche classici e scientifici tradizionali», ha spiegato, ricordando anche l’alta percentuale di diplomati che proseguono gli studi all’estero o accedono alle università italiane più selettive.

Inclusione come scelta educativa

Nel suo intervento finale, il preside Camerini ha ribadito una differenza di impostazione rispetto ad altri modelli scolastici. «Noi non selezioniamo per escludere. Accompagniamo. Abbiamo studenti con difficoltà diverse, e lavoriamo in stretta collaborazione con famiglie e ragazzi per valorizzare le potenzialità di ciascuno». Una cultura educativa che attraversa l’intero percorso scolastico e che rappresenta uno degli elementi su cui riflettere per le famiglie che devono iscrivere i figli al prossimo ciclo di studi.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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