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La sorpresa del nido: i piccoli cominciano l’anno in uno spazio completamente rinnovato

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Per l’inizio del nuovo anno scolastico al nido è stata organizzata una grande festa per accogliere i bambini e i loro genitori. Ad aspettarli non c’erano soltanto le educatrici, ma anche una sorpresa: un ambiente completamente rinnovato. Spazi ridisegnati, pavimenti chiari, muri color pastello, nuovi arredi in legno, bagni rifatti – uno verde e uno azzurro – pensando alle esigenze dei più piccoli. Una nuova veste che nasce da un’estate di lavori, iniziati a metà giugno e conclusi a tempo di record per la riapertura della scuola.

Un altro sogno ambizioso

La ristrutturazione del nido è stata un’iniziativa dell’assessore alle Scuole Dalia Gubbay che, dopo il rifacimento dell’Aula Magna l’anno scorso, si è dedicata con determinazione a perseguire anche questo obiettivo. «Il nido è un progetto che desideravo portare avanti da diversi anni, una specie di sogno nel cassetto» conferma Gubbay. «Gli ambienti avevano bisogno di un intervento profondo, che riguardasse non soltanto l’aspetto estetico, ma anche l’impiantistica, la funzionalità degli spazi, gli arredi, i materiali. Non si poteva più attendere e quindi mi sono data da fare per realizzare il sogno».

Il contributo di Intesa Sanpaolo

Fin dall’inizio Gubbay ha voluto che la ristrutturazione non gravasse sul bilancio della Comunità. Grazie al presidente Meghnagi ha trovato quindi la disponibilità di Intesa Sanpaolo attraverso Stefano Lucchini, il Chief Institutional Affairs and External Communication Officer. Intesa Sanpaolo ha creduto subito nel progetto e, in virtù dell’attenzione che riserva ai temi dell’infanzia, ne ha sostenuto quasi interamente la realizzazione, coperta per la restante parte da donazioni private. «Due rappresentanti sono venute a vedere il nido, ascoltarne le esigenze ed esaminare il progetto. Il loro sostegno è stato concreto e convinto» racconta l’assessore.

Con l’aiuto di tutti

Il primo passo è stato trovare il momento giusto per eseguire i lavori senza interrompere il servizio: erano necessari tre mesi di cantiere, da aprire per forza di cose in estate, ma il nido come ogni anno è rimasto aperto aperto fino a fine luglio. Al termine dell’anno scolastico i bambini sono stati quindi spostati in alcune aule della primaria adeguatamente allestite, per consentire l’inizio dei lavori il 15 giugno. «Non è stato semplice spostare i bambini, che così piccoli hanno necessità e dotazioni particolari», spiega Gubbay. «È stato possibile grazie alla fattiva collaborazione delle morot di infanzia e primaria e di tutto il personale della Scuola, che non posso che ringraziare. E ringrazio anche i genitori, che si sono armati di pazienza per superare i disagi che il trasferimento temporaneo ha comportato».

La linea guida dell’operazione

A trasformare il nido è stata l’architetto Paola Pilon, progettista e direttrice dei lavori che a Scuola aveva già realizzato l’area di ricevimento genitori, l’ufficio degli insegnanti di materie ebraiche e l’ufficio della Fondazione Scuola. «Da molti anni lavoro per le famiglie della Comunità seguendone le case, e mi ha fatto particolarmente piacere poter progettare uno spazio destinato ai bambini» spiega. Dopo essersi confrontata con l’assessore Gubbay e con la coordinatrice del nido Nadia Bellani per raccoglierne le indicazioni, Pilon ha seguito un’unica linea guida nell’elaborare il progetto: «L’esigenza primaria dei bambini, che è quella di disporre di un ambiente accogliente e funzionale per sentirsi tranquilli e coccolati».

Le scelte della progettista

Pilon ha ripensato gli ambienti ed è intervenuta sulla struttura, demolendo e ricostruendo muri per ridisegnare gli spazi in maniera più equilibrata: «Ogni dettaglio è stato pensato a misura di bambino. La sicurezza e il rispetto delle normative sono imprescindibili, ma altrettanto importante era creare ambienti che trasmettessero serenità». Anche la scelta dei materiali e dei colori risponde alla volontà di creare un ambiente armonioso e facilmente leggibile dai bambini. Pavimenti e arredi chiari danno continuità agli spazi, mentre il verde e l’azzurro, nelle loro tonalità pastello, caratterizzano le diverse aree. Pilon ha inoltre progettato i nuovi arredi: «Ho cercando di unire semplicità, funzionalità e un linguaggio adatto ai piccoli, scegliendo materiali naturali».

Una collaborazione di successo

I tempi erano stretti perché il nido doveva essere pronto per il 7 settembre. «È stato necessario coordinare molte attività in parallelo, dalla parte edile agli impianti, fino agli arredi. La complessità era notevole, soprattutto per la scadenza improrogabile» spiega l’architetto. Fondamentale è stata la collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte. Pilon ha lavorato con l’ufficio tecnico della scuola, Piero Ticozzi e Marco Comotti, e con i professionisti esterni che hanno seguito le pratiche comunali. Anche il segretario generale Alfonso Sassun ha seguito insieme all’architetto il lavoro sul budget. «Un intervento di questo tipo richiede un coordinamento molto preciso. Abbiamo costruito una squadra nella quale ciascuno ha dato il proprio contributo. È stata una collaborazione di successo che ci permesso di rispettare i tempi» conclude la progettista.

Educatrici sempre sul pezzo

Nadia Bellani è rientrata il 24 agosto insieme alle educatrici, a lavori ancora in corso, per occuparsi del trasloco. «Abbiamo selezionato ciò che era ancora utile, eliminato quello che non serviva più e sistemato tutto nei nuovi ambienti. Il nido adesso è davvero molto bello: i metri quadrati non sono aumentati, ma la nuova distribuzione li fa percepire in modo completamente diverso». Il nuovo ambiente cambia anche il modo di vivere il nido da parte di chi ci lavora. «La qualità dello spazio ha un effetto importante anche su chi lo vive ogni giorno. Mi auguro quindi che il nuovo nido possa portare benefici innanzitutto ai bambini, ma anche a tutte le educatrici che lavorano con loro».


L’inaugurazione ufficiale arriverà più avanti, con la partecipazione di Intesa Sanpaolo e lo scoprimento della targa che ricorderà il sostegno della banca alla realizzazione del progetto.

Claralinda Miano

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Alberto Jona Falco

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